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LA CAMPAGNA ROMANA

La campagna di Roma contro Cartagine durò per molti anni e precisamente dal 264 a.C anno dello sbarco nella città di Messina, fino al 146 a.C che invece segna la caduta di Cartagine ad opera di Scipione Emiliano. La campagna romana quindi ripercorre i fatti salienti della vittoria di Roma su Cartagine in 5 missioni.

L’invasione della Sicilia
La presa di Cissa
La resa di Cartago Nova
La battaglia di Zama
La caduta dell’impero cartaginese


L’invasione della Sicilia


In questa prima missione della campagna dell’esercito romano, prenderemo il comando delle truppe Appio Claudio, impegnate nella conquista della Sicilia. Una volta sbarcati dovremo precipitarci immediatamente nella città di Messina per difenderla dagli attacchi dell'esercito di Siracusa. Messina sarà la nostra base strategica e ci consentirà di essere sempre riforniti di viveri e truppe fondamentali per il buon esito della missione. Portiamo gli arcieri dentro il foro in modo tale da sfruttare la loro potenza di fuoco senza subire perdite e contemporaneamente lanciamo Appio Claudio e i legionari contro i soldati che stanno entrando dalla porta occidentale della città. In questo modo dovremmo passarla liscia abbastanza facilmente senza decimare le truppe. Ricordiamoci al termine della battaglia di reclutare dei sacerdoti cliccando con il pulsante destro del mouse: questi ci forniranno le cure per recuperare i punti vita persi in battaglia. Un’altra operazione da fare subito è riparare le porte della città che sono state distrutte, in modo tale da impedire attacchi successivi al centro cittadino. In questa prima missione dovremo anche reclutare nuove truppe. Per farlo è sufficiente cliccare sulla caserma e selezionare il tipo di unità da addestrare. Ogni legionario o arciere creato, richiede la spesa di una certa quantità d’oro e poi, una volta in servizio, del cibo per sfamarsi. Controlliamo spesso il nostro livello di cibo ed oro per non rischiare di esaurire le risorse. A questo punto subiremo nuovi attacchi dai Cartaginesi e anche dai ribelli della città di Messina. È inutile tentare una resistenza rimanendo dentro la città, piuttosto usciamo davanti alle mura con le nuove unità reclutate e tentiamo di prendere il villaggio che si trova poco fuori da Messina. Una volta battuti i nemici è sufficiente cliccare con il tasto destro sull’edifico centrale della città per conquistarlo. Tutti i villaggi ci forniranno cibo e oro. Per convogliarli nella città di Messina basta andare nella mappa generale (barra spaziatrice) cliccare con il tasto sinistro sul villaggio e poi con il destro sulla città.
A questo punto dovremo procedere gradualmente e, via via che ammasseremo le truppe dovremo conquistare i villaggi vicini. Dimentichiamo Panormus per il momento e concentriamo le nostre truppe verso Siracusa. Impadroniamoci del forte che si trova alla sinistra del villaggio, dopodichè, prima di sferrare l’attacco frontale a Siracusa, cerchiamo di conquistare i porti che si trovano ai lati della città in modo tale da impedire i rifornimenti e di ottenerne a nostra volta.
Attndiamo un po' di rinforzi in modo tale da poter conquestare senza problemiu la città, quiondi mandiamo venti dei nostri fanti davanti alle porte e creiamo due catapulte per abbattere le torrette di guardia e le porte stesse. Se abbiamo sconfitto un numero sufficiente di soldati siracusani negli scontri ai villaggi e ai porti ed abbiamo impedito i rifornimenti, non dovrebbero esserci molte truppe dentro la città, quindi selezioniamo l’esercito di Appio Claudio ed entriamo alla carica.
Una volta conquistata Siracusa, i generali della città si arrenderanno e chiederanno di unirsi a noi (che valorosi soldati!!). Potremmo anche rifiutare ma non ce n’è motivo dal momento che l’esercito di Siracusa ci fornirà delle truppe di cui assumeremo direttamente il controllo e, parallelamente invierà altri uomini a supporto qualora fossimo in difficoltà contro i Cartaginesi. A questo punto non ci resta che marciare verso Panormus. Questa fase di gioco dovrebbe essere più facile dal momento che abbiamo l’appoggio dell’esercito Siracusano. Procediamo verso nord conquistando tutti i villaggi e i forti che incontriamo, ammassiamo un po’ di truppe negli avamposti più vicini a Panormus, dopodichè adottiamo la stessa tecnica che abbiamo usato per distruggere le porte e le torrette di Siracusa e marciamo verso la conquista definitiva (è proprio il caso di dirlo) della Sicilia.

La presa di Cissa


Pur essendo la seconda missione della campagna, la presa di Cissa è veramente molto complicata e probabilmente pochi riusciranno a completarla al primo colpo, per cui, quando abbiamo raggiunto una buona posizione strategica, salviamo la partita.
Gli obiettivi di questa missione sono tre: conquistare il porto, mantenere l’alleanza della provincia iberica di Tarraco, e riconquistare Cissa, caduta in mano ai cartaginesi.
Vi sono due modi per portare a termine la missione: uno, per così dire, tradizionale e un altro più rischioso ma anche più rapido.
Cominciamo da quello tradizionale.
Subito dopo lo sbarco delle nostre truppe dirigiamoci vero Emporiae per ricevere dal console Ditalco un supporto di truppe aggiuntivo e la notizia che la città di Tarraco sta temporeggiando per stabilire se mantenere o meno l’alleanza con Roma. I generali che guidano questa spedizione sono due. Scipione e il giovane Flavio. Diamo a Flavio le truppe che ci ha appena fornito Ditalco e spediamolo alla conquista del Porto a sud della città. Mentre il scorre timer che si trova in alto a sinistra dello schermo e che ci segnala per quanto tempo ancora Tarraco ci sarà fedele, rechiamoci con Scipione alla volta di Tarraco dove il capo degli Iberi, Tulonio, ci farà presente che l’alleanza di Tarraco durerà in base al numero di insediamenti cartaginesi che riusciremo a conquistare. In pratica ogni volta che prenderemo il controllo di una città, un forte o un villaggio, i minuti di fedeltà di Tarraco aumenteranno. Tulonio, finché sarà nostro alleato ci fornirà comunque truppe aggiuntive e cibo e metterà il suo esercito a protezione delle città che progressivamente conquisteremo. Torniamo a Flavio. Una volta conquistato il porto dovremo cercare di deviarvi tutte le risorse in modo tale che arrivino a Roma. A questo punto utilizzeremo Flavio per assicurarci la lealtà di Tarraco e quindi, oltre a difendere il porto, dovremo impadronirci degli insediamenti circostanti e come detto, costringere i paesi sottomessi a mandare cibo e oro al porto. Attenzione: se un villaggio che abbiamo già catturato tornasse nelle mani dei cartaginesi, sarebbe inutile riconquistarlo visto che la lealtà di Terraco non aumenterebbe, quindi è il caso di concentrarsi sempre su villaggi o strutture mai catturate. Tulonio invece informerà Scipione che per far si che Cissa cada e si indebolisca, deve bloccare il passaggio a nord est utilizzato dai muli per fornire le provvigioni alla città: in questo modo le truppe cartaginesi si indeboliranno e alla fine potremo entrare a Cissa senza incontrare grandi difficoltà. Per fermare il transito dei muli, dovremo far dirigere Scipione verso il forte che si trova a est di Cissa (indicato tra l’altro con un punto esclamativo sulla mappa). Qui, una volta preso il comando del forte e bloccato il percorso dei muli, potremo debilitare la città di Cissa lanciando dei brevi attacchi sotto le sue mura facendo uscire allo scoperto parte delle truppe cartaginesi. Una volta faccia a faccia con le truppe, fuggiamo in direzione del forte e portiamocele dietro: sarà facile per le torrette di guardia finire il lavoro. A questo punto, dopo aver decimato l’esercito cartaginese con questo trucco, uniamo gli eserciti di Scipione e quelli di Flavio e sferriamo l’attacco finale.
L’approccio alternativo alla missione è di utilizzare un diversivo per far uscire l’intero esercito cartaginese dalla città di Cissa. Una volta stabilito l’accordo con la città di Terraco Dirigiamo le truppe di Flavio (che però deve aver già conquistato il porto e almeno una città) verso Cissa, abbattiamo la porta meridionale, attraversiamo per un brave istante la città, dopodichè scappiamo per la porta est. A questo punto l’intero esercito cartaginese dovrebbe ricorrerci lasciando di fatto Scipione libero di prendere possesso del foro.
È una tecnica rischiosa ma dalle prove fatte ha funzionato facendoci risparmiare un sacco di tempo e di energie.


La resa di Cartago Nova


Eccoci all’ultimo atto della parte “iberica” dell nostra campagna. Se abbiamo superato brillantemente il casino di Cissa, questa missione non sarà poi così drammatica. Anche in questo caso l’obiettivo principale della missione è impedire i rifornimenti alla città di Cartago Nova in modo tale che si arrenda a Roma senza nemmeno la necessità di entrarvi con l’esercito.
I due generali che dovranno portare a termine la missione saranno Scipione e Pavonius, mandato direttamente da Roma a sostegno delle truppe che avevano espugnato Cissa. La nostra missione inizierà dal porto dove potremo contare anche sull’appoggio dei nostri alleati iberici. Tuttavia, per ottenere truppe aggiuntive dovremo conquistare il forte di addestramento situato a nord del porto. Con una buona organizzazione e la suddivisione delle unità tra Scipione e Pavonius (quelle pesanti a Scipione e le leggere a Pavonius) riusciremo presto a prendere possesso del forte e così potrà cominciare l’addestramento di nuove truppe. A questo punto dobbiamo cercare di catturare i villaggi circostanti muovendoci a ventaglio in modo tale di avanzare con la conquista in maniera omogenea in tutte le zone. Via via che annetteremo villaggi dovremo spedire le risorse e gli uomini al forte per far sì che ci siano cibo, acqua e materiale umano necessari per costruire nuove truppe. Nella prima fase della missione vedremo molti muli arrivare a destinazione senza che le nostre truppe possano far nulla, ma con l’aumentare delle truppe potremo piazzare dei piccoli “posti di blocco” in ogni zona della mappa. Per ottenere una disposizione ottimale dei posti di blocco conviene dividere le truppe in sei (se sono di più è meglio) gruppi, posti dall’alto verso il basso a “grappolo d’uva”. Tre gruppi un alto vicino al forte e ai due villaggi, due in mezzo sulle due strade principali a destra e a sinistra dei due villaggi centrali e uno davanti a Cartago Nova(ma non troppo vicino altrimenti saremo un facile bersaglio). Se abbiamo collegato bene tutti i villaggi al forte dovremmo avere una produzione sufficientemente alta di truppe da destinare ai vari gruppetti nel caso, ed è il caso, che subiscano delle perdite nel fermare i vari convogli. A questo punto il gioco è fatto e basta soltanto stare attenti ad individuare nelle carovane cartaginesi che arriveranno da nord, il mulo che porta i rifornimenti e catturarlo o, al limite, ucciderlo. Non sarà neanche necessario assaltare la città di Cartago Nova: dopo un po’ si arrenderanno e noi ci riprenderemo la totalità della Spagna che c’era stata sottratta da quel cattivane di Amilcare Barca.


La battaglia di Zama


Una volta terminata la campagna in Iberia, eccoci alla volta di Cartagine. Scipione sbarca nei pressi di Zama, avamposto di Cartagine pronto a schierare il suo esercito e forte dell’aiuto di Massinissa, capo dei Numidi anch’esso a capo di un esercito enorme in grado di sferrare l’attacco definitivo a Cartagine.
Questa è una missione particolare in quanto sostanzialmente il nostro compito principale sarà quello di impartire degli ordini efficaci all’esercito. Noi infatti comanderemo soltanto una piccola truppa di princeps e il nostro obiettivo principale sarà quasi esclusivamente quello di rimanere integri fino all’arrivo di Massinissa. La tattica vincente è di posizionare i princeps al centro della battaglia e di mandare gli arcieri e i liberti rispettivamente a nord e a sud dello schieramento. In pratica la battaglia si articolerà in cinque fasi. Nella prima dovremo impartire gli ordini su come posizionare le truppe. Poi nella seconda fase ci lanceremo all’attacco della fanteria cartaginese. Per non subire troppe perdite, cerchiamo di fare il solito giochino dell’avanzamento seguito da fuga. In questo modo attireremo le truppe verso i princeps che ci seguono e poi potremo goderci lo spettacolo da una zona più tranquilla. Se avremo fatto tutte le cose per bene, un messaggero ci comunicherà che il nostro esercito è in vantaggio su tutti i fronti e ci chiederà di stabilire le prossime mosse. La terza e la quarta fase non sono altro che una ripetizione delle prime due e anche gli ordini che dobbiamo impartire sono gli stessi. L’unica differenza è nel numero delle truppe nemiche, che chiaramente aumentano man mano che ci avviciniamo all’accampamento di Annibale. Nella quinta fase finalmente si farà vivo Massinissa con tanto di esercito e a questo punto l’unica cosa sensata sarà far fare a lui. A noi non resta altro che dirigersi verso Cartagine una volta che le truppe nemiche saranno state completamente annientate.


Cartago delenda est

Finalmente faremo contento il buon Catone che, nei “siparietti” all’inizio di ogni missione, chiedeva la distruzione di Cartagine. Stiamo per vivere un momento storico che ha cambiato la storia dell’umanità, quindi vediamo di non fare brutta figura e prepariamo con ordine la missione. La caduta di Cartagine avviene molti anni dopo la vittoria di Zama a causa delle lotte intestine nel senato romano. Tuttavia, alla fine l’incarico di distruggere cartagine viene affidato a Scipione Emiliano, nipote di Scipione l’Africano che così bene aveva fatto in Spagna e a Zama. A comandare l’esercito romano insieme a Scipione ci sono anche gli eroi Giulio e Tuvio. L’approccio strategico a questa missione è abbastanza scontato: dovremo infatti conquistare tutti i forti antistanti la città di Cartagine per poi radunare le truppe alla volta del centro della città. Con il passare dei minuti ci verranno spediti dei rinforzi che ci serviranno per riequilibrare le perdite subite in battaglia e per preparare nuovi attacchi. Per prima cosa assicuriamoci che ogni generale abbia con se almeno 4 sacerdoti che gli serviranno per le cure dopodichè partiamo alla conquista dei tre forti che si trovano davanti a ciascun generale. Sarebbe ottimale conquistare i forti prima dell’arrivo dei rinforzi in modo tale da convogliare questi ultimi nel quarto e ultimo forte. Ricordiamoci inoltre di prendere possesso dei villaggi in modo tale da poter rifornire i forti (e quindi le nostre truppe) di viveri e oro. Per incrementare la potenza dei generali potremmo far loro abbandonare il comando delle truppe per breve tempo e mandarli alla ricerca di oggetti magici in prossimità delle grotte che si trovano vicino a Cartagine.
Una volta ottenuto il dominio del campo di battaglia potremo divertirci a mandare parta delle nostre truppe contro le mura di Cartagine. Costruiamo molte catapulte in modo tale da poter abbattere tutte le torrette di guardia stando bene attenti a fornire una copertura di uomini adeguata qualora uscissero dalla città i generali cartaginesi.
Quando le porte di Cartagine saranno ormai un ricordo, prendiamo i nostri tre generali con le rispettive truppe e dirigiamoci verso il foro, facciamo fuori tutti i nemici che vi sono a guardia e utilizziamolo come base per le nostre prossime operazioni. Fatto questo ci renderemo conto che le caserme all’interno della città producono ancora un gran numero di soldati. Affidiamo a Giulio il comando degli arcieri e a Tuvio quello dei pretoriani e dirigiamoci verso le caserme per metterle a ferro e fuoco. A questo punto dirigiamoci verso il quartiere degli artigiani stando ben attenti a non farci trovare impreparati dagli attacchi a sorpresa delle truppe nascosta nelle abitazioni. Se qualche caserma non dovesse cedere immediatamente, non esitiamo a costruire catapulte e a ridurla in macerie.
A questo punto non ci resta che arrivare al tempio di Cartagine. Uniamo tutte le nostre truppe (le poche che ci restano, a dire il vero) e restituiamo il comando a Scipione che dovrà vedersela con Asdrubale e la sua Legione Sacra. Se riusciremo ad uscire ancora vivi dall’ultimo scontro potremo ordinare di distruggere il foro di Cartagine e avremo finito vittoriosamente la campagna romana.

CAMPAGNA CARTAGINESE

Fino all'anno 265 a.C, Cartagine fu la più grande potenza del mondo allora conosciuto mentre Roma non era altro che una città in espansione con ambizioni di grandezza. Dopo che il tentativo di Amilcare Barca di marciare sull'Urbe fallì, Cartagine ormai prosciugata finanziariamente e militarmente cercò nuove risorse nella vergine Iberia. Questa campagna racconta dell'invasione cartaginese della spagna fino alla storica battaglia di Canne. Le 5 missioni che dovremo affrontare sono le seguenti:

La conquista di Gades
La presa di Salmantica
L’assedio di Sagunto
Il valico delle Alpi
La battglia di Canne


La conquista di Gades

Dopo lo sbarco sud di Gades verremo a sapere da una spia catturata dai nostri esploratori, dell’esistenza di un porto a ovest dalla nostra posizione, quindi il nostro primo obiettivo sarà quello di prenderne possesso in modo tale da poter mandare a Cartagine le risorse d’oro che accumuleremo nel corso della missione e ricevere in cambio truppe aggiuntive. Il generale che guida questa campagna è Amilcare Barca coadiuvato da Asdrubale. Dividiamo quindi l’esercito in due falangi, diamo il comando dei Tuareg ad Asdrubale e il resto dell’esercito a Amilcare. Mentre procediamo in direzione del porto, verremo attaccati da indigeni e lupi che hanno stabilito il loro rifugio nella zona antistante l’imbarcadero. Per il momento non perdiamo tempo a fronteggiarli, visto che perderemmo solo una parte delle nostre truppe inutilmente, e dirigiamoci verso il porto. Una volta conquistata la struttura, assicuriamoci di impostare il flusso di merci dal porto fino a Cartagine: per far questo non dovremo far altro che cliccare sull’edificio principale del porto e successivamente, aprendo la mappa, su Cartagine. A questo punto abbandoniamo il porto e dirigiamoci ad est. Nella parte opposta al nostro punto di sbarco troveremo un villaggio poco sorvegliato che sarà facile sottomettere. Dopo aver preso il villaggio, con ancora l’esercito compatto, marciamo verso nord: ci imbatteremo in un forte commerciale, questa volta ben sorvegliato. Impieghiamo tutte le nostre unità per prenderne possesso costruendo, se necessario, una catapulta. Una volta conquistato anche il forte commerciale, selezioniamo tra le opzioni che ci vengono proposte cliccando sul forte, la vendita di cibo in cambio di oro. Fatto ciò impostiamo che il flusso di merci vada dal villaggio che abbiamo catturato prima al forte, poi selezioniamo il forte e colleghiamolo al porto: così facendo, adesso Cartagine riceverà l’oro prodotto dalla vendita del cibo e potrà spedirci altre truppe. Assistiamo almeno all’arrivo di un paio di truppe dopodichè preoccupiamoci finalmente degli indigeni e dei lupi che infestano la zona del porto. Se il nostro esercito sarà numericamente superiore, non dovremmo aver problemi a sgomberare la zona per permettere alle truppe che arriveranno con gli sbarchi successivi di raggiungere Amilcare e Asdrubale senza problemi. Nel frattempo avanziamo e cerchiamo di conquistare i forti commerciali e i villaggi che si trovano intorno a Gades, lasciando questa città come nostro ultimo obiettivo. Ricordiamoci di impostare sempre il flusso delle merci in modo tale che i muli carichi d’oro raggiungano il porto. A questo punto non ci resta che attendere un numero sufficiente di truppe per poter pianificare l’assalto a Gades, e colpirla quando raggiungeremo una certa superiorità numerica. Una volta presa la città, sarà necessario difenderla per un certo periodo di tempo fino all’arrivo di Annibale da Cartagine. Ricostruiamo quindi le porte e le torrette di guardia che abbiamo distrutto nell’assalto precedente e deviamo il flusso delle merci verso la città in modo tale da poter assoldare dei mercenari iberici che ci garantiranno una buona protezione contro qualunque attacco.

La presa di Salmantica

Inizieremo la missione con pochissime truppe. Annibale stesso comanderà la missione con l’aiuto del suo luogotenente Maharbal. Attraversiamo il passaggio di montagna e dirigiamoci verso ovest stando ben attenti ad evitare i vari gruppi di banditi che cercano di assaltarci e difendendo con tutte le nostre forze i muli carichi d’oro che viaggiano con noi. Giunti in prossimità della città di Oblia incotreremo Quinto, capo dei mercenari iberici: da questo momento ci fornirà il suo aiuto in cambio del denaro di Annibale. L’obiettivo di questa missione è prendere il controllo di Salmantica. La strategia da utilizzare è molto simile a quella già adottata nella prima missione: dovremo infatti conquistare ad una ad una tutte le strutture, forti e villaggi, presenti nelle mappa in modo tale da assemblare una forza militare sufficiente per abbattere le mura di Salmantica ed entrare in città. Dividiamo in due parti le truppe: diamo ad Annibale la maggior parte dell'esercito e lasciamo a Maharbal la cavalleria. Il compito principale di Maharbal sarà quello di conquistare l’accampamento teutonico ad ovest Oblia, mentre Annibale dovrà occuparsi dei forti e dei villaggi situati nelle immediate vicinanze della città. Dobbiamo stare molto attenti a come organizzare le truppe dal momento che subiremo spesso il ritorno dei teutoni cacciati dai loro accampamenti e delle truppe di Salmantica. Fortunatamente potremo contare sull’appoggio di Quinto che ci invierà truppe fresche nel caso i nostri eserciti dovessero subire perdite troppo elevate. Una volta conquistate tutte le strutture presenti sulla mappa sarà la volta di Salmantica. La città si divide in due zone congiunte da un piccolo ponte: il nostro obiettivo sarà raggiungere e conquistare il foro, che si trova nella parte più lontana della città. Costruiamo numerose catapulte intorno alle porte e mettiamo fuori uso le torrette di guardia. Entriamo in città solo quando ci sentiamo pronti per farlo visto che il numero di nemici presenti all’interno è veramente alto. Presa la parte “bassa” di Salmantica, attendiamo l’arrivo delle truppe di Quinto che non dovrebbero tardare a raggiungerci e sferriamo l’attacco al foro.
Presa Salmantica però, non tutto funzionerà come abbiamo previsto. Infatti Quinto ci chiederà un tributo maggiore per il suo aiuto che noi, chiaramente, non gli daremo. Ci troveremo così a dover fronteggiare i nostri ex alleati. Lasciamo Annibale dentro Salmantica e prendiamo il comando di Maharbla e della cavalleria: il nostro compito sarà quello di dirigersi a sud (praticamente di tornare nella zona dalla quale eravamo partiti) per chiedere rinforzi. Mentre attraversiamo la mappa stiamo ben attenti a schivare gli eserciti di Quinto e, giunti in prossimità di Oblia, aggiriamo velocemente la città cercando di non passare troppo vicini alle sue mura altrimenti verremo colpiti dalle frecce lanciate dalle torrette di guardia. Torniamo a occuparci di Annibale: le truppe sopravvissute all’assedio di Salmantica sono veramente poche quindi, prima di attaccare i traditori di Oblia sarà necessario procurarci un po’ di gente armata. Deviamo tutte le risorse dei villaggi che abbiamo conquistato sul foro della città e reclutiamo il maggior numero di soldati teutonici che riusciamo a trovare. A questo punto non dovremmo aver problemi a marciare verso Oblia. Contemporaneamente Maharbal arriverà da sud con le truppe che gli sono state inviate.
Sfondiamo le porte ed entriamo. Attaccando da due parti riusciremo a dividere l’esercito iberico e ad ottenere una facile vittoria.

L'assedio di Sagunto

Con l'assedio di Sagunto termina la fase della conquista della penisola iberica da parte di Cartagine. In questa delicata missione avremo sempre il comando di Annibale e del suo luogotenente Maharbal. Per far sì che Sagunto cada dovremo conquistare i cinque villaggi che si trovano intorno alla città e che forniscono il cibo e l’oro per le truppe. Anche in questo caso potremo contare sull’appoggio delle popolazioni indigene ed in particolar modo delle truppe di Ogox. Ordiniamo a Ogox di attaccare con il suo esercito gli avamposti di Sagunto e noi occupiamoci di conquistare il forte di Ameghin che ci fornirà i rinforzi necessari alla nostra campagna. Una volta conquistato il forte, assicuriamoci che tutti i villaggi conquistati dalle nostre truppe vi inviino cibo e oro in modo tale da velocizzare il reclutamento di truppe. A questo punto però dovremo vedercela con la cavalleria romana che giungerà in aiuto degli iberi. Marciamo compatti verso l’unità nemica e, ad un certo punto dividiamoci in due gruppi e accerchiamola in modo tale da poterla colpire ai fianchi. Attendiamo i primi rinforzi e cominciamo ad occuparci dei villaggi. Dividiamoci in due parti per velocizzare la conquista dei nostri obiettivi. Non è necessario rispettare un ordine ben preciso ma la cosa più intelligente da fare è disegnare due semicerchi ad est e ad ovest della città in modo tale da trovarsi, una volta conquistati tutti i villaggi, di fronte alle due porte situate a nord di Sagunto. Dovremo essere rapidi a prendere tutti e cinque i villaggi in modo tale da impedire i rifornimenti e quindi indebolire le truppe nemiche. Nel frattempo dovrebbero arrivare nuove unità dal forte che ci permetteranno di integrare eventuali perdite subite dai nostri eserciti. Una volta messi alle strette, i soldati di Sagunto tenteranno di avvertire l’esercito romano per cui mandiamo degli uomini a presidiare la zona a nord della città per impedire qualunque tentativo di fuga da parte di messaggeri. A questo punto possiamo procedere alla conquista di Sagunto che crollerà sotto i nostri colpi, decimata negli uomini e stremata dalla fame.

Il valico delle Alpi

Questa è senza dubbio la missione più lunga del gioco. Giunto in Gallia infatti, Annibale dovrà convincere, completando delle missioni che gli verranno affidate, uno per uno tutti i capi dei villaggi gallici a concedergli il proprio appoggio militare. Se si esclude la prima missione nella quale dovremo aiutare Eohric del villaggio di Abhean, e la missione della città di Ridga che potremo effettuare solo dopo aver liberato Harat, l’ordine in cui portare a termine le missioni non è importante ai fini del successo finale.

Abhean

Nella prima missione ci verrà chiesto di riconquistare alcuni forti presi dai romani e liberare la città di Aife. Lasciamo il nostro esercito e prendiamo il comando delle truppe di Eohric. Dirigiamoci verso il primo forte e prendiamone il controllo. Stiamo molto attenti a non perdere molte truppe visto che non avremo rinforzi fino alla fine della missione. Una volta presi i tre forti, dirigiamoci verso Aife dove incontreremo un eroe romano che dovremo sconfiggere. Mandiamo lo stesso Annibale ad eseguire il lavoro, dopodichè recuperiamo le borse con gli oggetti magici che l’eroe ha lasciato sul terreno. Diamo a Maharbal gli oggetti che abbiamo raccolto e che ci saranno utili in seguito.
Tornati ad Abhean scopriremo che la nostra fama si è espansa in tutta la Gallia ma che dovremo andare a convincere tutti i capi dei villaggi per ottenere il loro aiuto.

Lilibeo

Adatel, una dolce fanciulla è il capo di questo villaggio. La missione che ci chiederà di portare a termine consiste nel recupero di due muli carichi d’oro che l’esercito romano ha spedito in galli per corrompere i villagi. Apriamo la mappa e dirigiamoci verso il punto esclamativo. Qui troveremo i muli, pochi romani e qualche lupo, che potremo anche ignorare. Riportati a Lilibeo i muli, avremo l’appoggio di Adatel e del suo esercito.

Harath

Questa missione è veramente semplice. Una volta giunti nei pressi del villaggio di Harath, Ulfcytel ci chiederà quale unità utilizzare per riconquistare il proprio villaggio caduto nelle mani del nemico. Suggeriamogli i guerrieri con ascia, assistiamo al breve combattimento, e anche questo villaggio si unirà a noi per la battaglia finale contro Roma.

Dagda

La missione che ci verrà affidata è molto delicata e dovremmo stare molto attenti a pianificarla bene se non vogliamo terminare la nostra campagna anzitempo. Dirmut, capo del villaggio, ci chiederà di recuperare tre muli che gli sono stati sottratti dai romani e che sono stati portati in un rifugio a sud della città. Prendiamo il comando delle truppe di Dagda e avviciniamoci alla prima fortificazione. Costruiamo una catapulta in modo tale da crearci un varco per passare nella zona successiva, sgominiamo le truppe romane a guardia della seconda fortificazione e ripetiamo la costruzione della catapulta per arrivare all’insediamento romano. Raggiungiamo il foro, ricordandoci di smantellare le catapulte (ci serviranno tutti gli uomini che abbiamo) e affrontiamo le truppe romane. A questo punto non ci resta che cliccare sui muli per recuperarli. Ricordiamoci inoltre di prendere la pietra di fuoco lasciata sul terreno da un eroe romano.

Wiferth

Durathacht, il druido locale, ci informerà che una gran parte dei suoi uomini stata catturata dai sacerdoti romani e portata nelle grotte a nord del villaggio. Prendiamo i pochi guerrieri che ci fornirà il druido e dirigiamoci verso le grotte. Prima di entrar verremo informati da un druido che le truppe nascoste all’interno della grotta in cui sono chiusi i prigionieri sono molto forti e ci consiglierà di entrare solo quando ci sentiremo pronti. A questo punto equipaggiamo sia Annibale che Maharbal con tutti gli oggetti che abbiamo trovato durante le missioni precedenti e, se non siamo al top della condizione, curiamoci utilizzando le fonti d’acqua che si trovano nei villaggi o quelle sparse per la mappa. Una volta pronti entriamo e dividiamo la truppe: una parte si dirigerà verso i sacerdoti romani, in modo tale da evitare che ci scaglino addosso potenti fulmini, mentre l’altra parte delle truppe attaccherà i pretoriani. Con un abile strategia riusciremo a liberare gli uomini di Wiferth e a raccogliere anche la terza pietra di fuoco che ci servirà per risolvere la missione successiva.

Poyba

In questo villaggio dovremo portare a termine ben tre missioni. La prima ce l’affiderà il capovillaggio Rumstan. Dovremo liberare da soli e senza l'aiuto di truppe il villaggio di Rapta. Recuperiamo gli ogetti nascosti nelle statue del cerchio di ossa, curiamo i nostri eroi e mandiamoli al macello. Non c'è una vera e propria strategia per affrontare questamissione, l'unica cosa che possiamo fare e attirare i nostri nemici a piccoli gruppi in modo tale da poterli affrontare comodamente. Assiucriamoci anche di avere equipaggiati alcuni oggetti magici che ci aiuteranno ad aumentare la nostra potenza di attacco. Recuperiamo la quarta pietr di fuoco e facciamo ritorno al villaggio.
Quando torneremo vittoriosi a Poyba, Rumstan ci schernirà dicendo che non abbiamo bisogno del suo aiuto perché siamo abbastanza forti.
Prima di andarcene con la coda tra le gambe però, ascoltiamo ciò che hanno da dirci rispettivamente Hareld, aspirante capovillaggio, e Duronix, il druido locale. Per guadagnare l'appoggio di Poyba dovremo far salire a capovillaggio Hareld. Per far questo dovremo fornirli alcuni oggetti utili per superare in duello il forte Rumstan. Mettiamo dentro l'albero di ossa rispettivamente, la cintura dei Re, i guanti della salute e la pelle di serpente che abbiamo recuperato nelle precenti missioni e attendiamo che Hareld vinca. a questo punto interroghiamo il druido e lui ci chiederà di posizionare le quattro pietre di fuoco nei quattro monumenti intorno al cerchio di ossa. Mettiamoci al centro e una potente magia aumenterà il nostro livello di condottiero. Ora siamo pronti per le ultime due missioni.

Ridga
La missione che Ulfcytel è molto semplice da spiegare e difficilissima da portare a termine. Dovremmo scortare un mulo attraverso una valle piena di truppe romane che cercheranno di impedire il rifornimento alla città di Harath. Per portare a termine la missione potremo contare anche su una decina di unmini che il capovillaggio di Ridga ci metterà a disposizione. La strategia più semplice è disinteressarsi completamente delle truppe romane e mantenere sempre il mulo all'interno di uno schieramento a quadrato in modo tale da preservarlo da eventuali attacchi. La cosa più logica da fare è salvare prima di affrontare questa missione in modo tale da non dover ripetere tutto il livello qualoranon andasse a buon fine.

Bryda
Arrivati a Bryda ci verrà chiesto di addestrare dei giovani guerrieri nella Montagna in rovina. Sarà pure un addestramento ma saremo costretti ad usare tutta la nostra forza per respingere i numerosi attacchi degli aspiranti soldati. Fortunatamente potremo contare sulle borse piene di amuletui magici e pozioni curative che i combattenti sconfitti lasceranno in caso di resa. Oltre all'acqua curativa, affidiamoci alle erbe che ripristineranno completamente la nostra salute e al corno della vittoria, capace di infliggere 60 punti danno alle 12 unità più vicine al nostro eroe.

Terminata la missione di Bryda ci saremo assicurati l'appoggio di tutto il popolo gallico e saremo pronti per l'atto finale. La leggendaria Battaglia di Canne.


La battglia di Canne

Per come è stato difficile guadagnarsi l’appoggio dei Galli nella missione precedente, la battaglia di Canne si rivelerà, se non una passeggiata, almeno più facile da portare a termine.
Anche se l’esercito romano è numericamente superiore, basterà conquistare prima la spiaggia di fronte a noi e successivamente le due colline che si trovano a destra e a sinistra subito in alto. Attacchiamo frontalmente la spiaggia con tutte le truppe a nostra disposzione dopodichè dividiamo l’esercito sulle due colline in modo tale da avere due contingenti di egual numero in tutti e due i presidi.
A questo punto l’esercito romano tenterà di recuperare gli avamposti perduti mandando le truppe fuori dell’accampamento. Se riusciremo a mantenere le posizioni, via via l’esercito romano si indebolirà e noi potremo colpirlo quando l’accampamento risulterà sguarnito di tutte le sue truppe.
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