Paint
Killer Soluzione (Pc)Piattaforma: PC
Genere: Action / FPS
Software house: Dream
Sviluppatore: People Can Fly
Distributore: DreamCatcher
Formato: PAL
a cura di
Fabrizio Miceli
Intro:
Una breve introduzione ai tarocchi: se siete come me,
infatti, non amate molto i “segreti” e quando mettete le mani su uno
sparatutto vi concentrate solo sul gioco in sé e su come finirlo,
possibilmente restando vivi. Ricordo ancora quanto mi scocciavo quando
c’era la moda dei “livelli segreti”, ai tempi del primo Quake, dimodoché
mi toccava perlustrare una mappa centimetro per centimetro per ottenere
finalmente l’accesso a livelli che spesso erano pure tra i più
divertenti dell’intero gioco (ricordate Ziggurat Vertigo? Aaahh...).
Beh, avrete già capito che il mio approccio a Painkiller è stato
inizialmente tutt’altro che “completista”, tant’è vero che alla fine mi
ritrovavo sì e no un pugno di tarocchi. Costretto a ripercorrere da cima
a fondo gran parte delle mappe alla ricerca di quell’ultima moneta d’oro
e di qualche oggetto sacro nascosto nei posti più impensati. Certo, c’è
di peggio, ad esempio lavorare in una miniera di zolfo, o anche una
scarica di testate sul perididimo; per cui non mi lamento.
Così come molti non si sono preoccupati delle combo e delle mosse
speciali, presi com’erano dalla frenesia di sparacchiare e fare a pezzi
tutto ciò che li circondava, allo stesso modo non sono pochi quelli che,
come me, hanno trascurato le carte mistiche note come Tarocchi Neri. In
questo devo fare un mea culpa: in effetti, i summenzionati artifatti
aggiungono un bel po’ di divertimento al gioco sotto forma di varietà
tattica, senza contare che possono facilitare parecchio gli scontri con
i boss e altre parti frustranti (e frustanti) di Painkiller. I tarocchi
si ottengono battendo i livelli, ma non semplicemente arrivando alla
fine: ogni volta bisogna rispettare un requisito speciale, che ci viene
graziosamente comunicato prima di cominciare. Prima di tuffarci nella
mischia abbiamo anche la possibilità di equipaggiarci al meglio,
preparando una specie di “mano” fatta di carte d’oro e d’argento. Queste
ultime costituiscono un “bonus” permanente, sempre attivo: secondo molti
giocatori sono quindi le più utili; però bisogna anche dire che quelle
dorate sono in media molto più potenti. Le carte d’oro si devono
attivare durante il gioco, usando di default il tasto “E” (anche se io
uso PageUp perché tengo la mano sinistra sui sei tasti che separano la
tastiera vera e propria dal tastierino numerico. È una configurazione
molto più comoda e versatile...). Una volta attivate, il loro effetto si
esaurisce in una manciata di secondi (anche se la durata può essere
allungata da uno degli stessi tarocchi).
Le carte costituiscono quindi, in definitiva, uno degli aspetti più
interessanti di Painkiller, e aggiungono anche un po’ di tattica.
Infatti come dicevo durante il gioco non potremo accedere a tutta la
nostra collezione, ma solo a una “mano” preventivamente preparata o,
come si dice in gergo, “equipaggiata”. Prima di giocare un determinato
livello è possibile equipaggiare 2 carte argentate e tre dorate, scelte
ovviamente dalla collezione che siamo riusciti a ottenere fino a quel
momento. A proposito di collezione, facciamo un po’ di conti: il numero
totale di carte è 24. Purtroppo però, a certi livelli di difficoltà
alcune mappe sono bloccate, ed è quindi impossibile ottenere le carte ad
esse collegate. Sarà indispensabile finire il gioco in modalità
“nightmare” (incubo) per sbloccare il livello di difficoltà “trauma”;
infatti solo così potrete giocare il livello della Foresta per ottenere
l’ultima carta. Per questo motivo io vi consiglio di saltare a piè pari
la difficoltà “insonnia”, perché altrimenti vi toccherà rifare tutto
daccapo. D’altra parte c’è chi ha avuto problemi a finire il gioco in
modalità incubo: questi pivellozzi (sto scherzando, eh, capita, io ad
esempio sono una segaccia con i giochi di corse) potranno sempre finire
il gioco a difficoltà “insonnia” ottenendo così un po’ di carte (numero
massimo 22) da utilizzare poi proficuamente per i livelli di difficoltà
superiori. Eh già, perché le carte sono trasferibili da una partita
all’altra! In altre parole, una volta finito il gioco e battuto l’ultimo
boss, potrete sempre tenere in mano tutte le carte ottenute: un’altra
idea intelligente dei bei tomi che lavorano alla People Can Fly.
A questo punto starete fremendo, ma prima di venire al dunque ho qualche
altro consiglio da darvi:
· In qualsiasi momento potete accedere alle statistiche premendo il
tasto apposito (di default è TAB): la schermata vi ricorderà i requisiti
per ottenere la carta collegata al livello corrente, nonché la vostra
situazione attuale. Usatela!
· Sul forum ho visto che molti si dannavano l’anima cercando di aprire
porte chiuse, o si disperavano perché erano andati troppo avanti senza
raccogliere tutti gli oggetti. Ebbene, calmatevi: una volta aperta
l’uscita del livello, tutte le porte e i portoni si sbloccheranno, e
potrete tornare indietro a fare la spesa. Come dire, prima il massacro e
poi la raccolta delle spoglie... l’unica eccezione a questa regola è
costituita dai due livelli in cui dovete uccidere tutti i nemici, che
dovranno essere distrutti subito – infatti dopo l’apertura dell’uscita
quelli lasciati indietro spariranno e rimarrete con un palmo di naso.
· Parlando di uccisione di nemici, mi sovviene un’altra questione che ho
visto discussa sul forum: se i nemici che muoiono per “altre cause” sono
considerati uccisi dal giocatore o no. Non si tratta di un aspetto
marginale come potrebbe sembrare, dato che come ho detto qui sopra, in
certi livelli la conta dei morti è basilare! Ebbene, la buona notizia è
che un nemico “vale” sempre come ucciso da voi anche se muore per colpa
di un altro mostro, oppure esplode, cade, si spiaccica o si suicida per
la tristezza (sto scherzando). Insomma, l’importante è che cessi di
vivere, se ciò non accade direttamente per mano vostra, pazienza! Lo
stesso discorso si può fare per gli oggetti (che in certi livelli vanno
distrutti tutti fino all’ultimo, senza eccezioni).
· “Strafe Jumping”: lo conoscete? In Painkiller, in omaggio alla fisica
di DooM e Quake, le componenti orizzontali e verticali del movimento si
combinano; questo significa che il movimento diagonale è effettivamente
più rapido di quello semplice in avanti. Questo permette di usare una
manovra chiamata in gergo “strafe jumping” per saltare più lontani. Per
utilizzarla dovete “mirare” a sinistra (rispettivamente destra) del
punto d’atterraggio, poi saltare e contemporaneamente usare il tasto di
strafe verso destra (risp. sinistra); così facendo eseguirete un salto
diagonale e atterrerete sul vostro obiettivo originario. Più facile a
farsi che da spiegare... talvolta, inoltre, sarà necessario cambiare
direzione a mezz’aria per raggiungere segreti invisibili, parapetti
pericolanti o cengie. Contro ogni logica infatti (ma seguendo una lunga
tradizione degli sparatutto in soggettiva), il giocatore di Painkiller
conserva il controllo del personaggio anche a mezz’aria, nel bel mezzo
di un salto.
· Infine, una constatazione ovvia ma che è meglio ribadire chiaramente:
alcune carte ne “dominano” totalmente altre, sostituendosi a loro in
tutto. È il caso della Pietà (Mercy), carta argentata il cui potere è
permettere al giocatore di usare le carte dorate tre volte anziché una
sola: ebbene, c’è un’altra carta argentata chiamata Perdono
(Forgiveness) che ha quasi lo stesso effetto, ma limita il suo potere a
due attivazioni delle carte d’oro. Ebbene, scegliendole
(equipaggiandole) entrambe non potete sperare di usufruire di cinque
attivazioni delle carte d’oro, e tantomeno sei come mi ha chiesto
qualcuno, ragionando sulla base del fatto che la carta Perdono
“raddoppia”: gli usi rimangono tre, perché le carte hanno lo stesso
effetto ma Pietà è più potente. Lo stesso discorso ovviamente si applica
alla carta Accelerazione (Haste), che è disponibile anche in una
versione con effetto doppio e triplo, così come ai bonus di tempo
(singolo e doppio).
Ma ora è tempo di bandire davvero le ciance e cominciare, andiamo a
massacrare gli spiriti infernali! |