|
Perfect Dark Zero Xbox 360
(RECENSIONE) Finalmente giocabile,
finalmente una prova diretta del single player di uno dei titoli di punta del
lancio di Xbox 360. Lo shooter perfetto? |
| |
|
Uno dei giochi più attesi del’X05 di Amsterdam era
sicuramente Perfect Dark Zero. Vagheggiato e desiderato per mesi,
affacciatosi timidamente all’E3 sotto forma di sola demo multiplayer,
solo adesso il titolo Rare si è messo a totale disposizione dei
giornalisti venuti da tutta Europa. PD0 è un prequel del capitolo
originale uscito per Nintendo 64, oramai vero e proprio gioco di
culto, e si svolge tre anni prima, quando ancora Joanna è una
giovane donna sotto la guida del padre Jack, subito prima di entrare
in contatto con gli eventi e che le cambieranno la vita per sempre
facendola diventare un agente perfetto. Il gioco dei Rare, grazie al
lavoro di questi mesi, perfetto non lo è forse del tutto, ma ci è
sembrato in ottima forma. Le postazioni permettevano di giocare due
delle quattordici missioni della campagna in single player,
selezionando uno tra quattro livelli di difficoltà ed, anche se
sicuramente molte delle sue carte PD0 se le giocherà in rete,
abbiamo potuto farci un’idea più chiara di quello che ci aspetta a
Dicembre al lancio di Xbox 360.
Ritorno alla luce
Molti anni sono passati dall’esordio di Joanna, il genere degli fps ha subito
evoluzioni notevoli e giochi come Half Life 2 ed Halo 2 hanno cambiato in modo
deciso le aspettative del pubblico verso questo tipo di titoli. PD0 ha subito
decine di piccoli aggiustamenti e riesce ad arrivare su console con una modalità
in cooperativa online completa e coerente. In rete, infatti, sarà possibile
giocare tutti i livelli degli stage in singolo, aprendo nuove aree e dando,
così, una grossa spinta al fattore rigiocabilità. In Rare si rendono conto che è
difficile innovare platealmente un genere che vanta esponenti di grande livello,
ma sono anche convinti che i tanti elementi del gameplay di PD0 siano stati
bilanciati alla perfezione e limati a dovere in tutti questi anni di lavoro. La
scelta di non permettere a Joanna di saltare in favore di una capriola in
copertura, la possibilità di mettersi schiena al muro sugli angoli e poter così
sparare stando protetti (in questa posizione la visuale passa in terza persona
ndr) e le doppie o triple abilità aggiuntive di tutte le armi a disposizione
sono tutti fattori che dovrebbero garantire al gioco carattere e personalità.
“ Joanna è una dark lady piena di dettagli e che gioca a
fare la Lara Croft degli fps ” Menzione particolare merita anche la
possibilità di zoomare con il trigger analogico sinistro, in modo progressivo,
grazie ai diversi livelli di pressione. Forse, ci vorrà un po’ di tempo per
entrare del tutto in sintonia con questo sistema, ma prendere la mira con
accuratezza dall’alto dei palazzi di una metropoli futuribile, animata da
astronavi e volatili, dava una buona sensazione, anche se la precisione di tiro
sembrava dipendere molto dall’abilità del giocatore. Il gioco è pieno di piccoli
eventi scriptati che vengono mostrati con sequenze animate, in piccole finestre
su schermo, e che scandiscono l’evolversi dell’azione, che si apre in vere e
proprie scene cinematografiche realizzate con il motore del gioco ed in real
time. Joanna è una dark lady piena di dettagli e che gioca a fare la Lara Croft
degli fps, Rare la mette in scena da mille angolazioni e la vista è quantomeno
d’impatto.
Sinuosa e letale
Il paragone tra Halo e PD0, per quanto suggerito dalla stessa Microsoft, si
esaurisce nell’andamento dell’azione, in movenze e tempistiche più riflessive
rispetto a giochi come Painkiller, ad esempio. La abilità in copertura e il
continuo passare della telecamera in terza persona, quando Joanna sale le scale
o quando esegue la capriola, ricordano molto Riddick e la sua capacità di
rendere molto più presente la fisicità della protagonista, che non scompare mai
nella sola visuale in prima persona. Gli elementi in cui si articola il gameplay
sono tanti, come detto, i controlli sono da addomesticare, ma l’azione,
soprattutto nella modalità cooperativa, sembra coinvolgente al punto giusto. Il
frame rate ha bisogno di una sistemata, i 30 fps sono ancora un po’ incerti
soprattutto nelle situazioni più caotiche, ma una volta risolto qualche problema
PD0 potrà rivelarsi un titolo solido e una piacevole sorpresa, se sostenuto da
una trama e un level design all’altezza della sua fama. L’Intelligenza
artificiale degli avversari andrà valutata con i livelli di difficoltà più
elevati, dato che la prova sui totem era settata al grado più basso, tanto che
erano indicati i percorsi da seguire con delle indicazioni luminose al suolo.
Buono dovrebbe essere anche il livello di rigiocabilità perché, oltre alle
strade multiple accessibili in cooperative, ci sono più percorsi alternativi
anche giocando in singolo, grazie alla scelta di alcuni accessori all’inizio di
un livello, tipo un meccanismo per aprire porte chiuse, che danno accesso ad
alcune aree piuttosto che altre. A tutto questo vanno aggiunte le modalità
online, forti di mappe scalari che andranno ad aumentare di dimensione a seconda
del numero dei giocatori, fino a 32. Inizialmente era prevista la possibilità di
avere 50 giocatori contemporaneamente, poi abbandonati in favore di un’eventuale
patch da scaricare via Xbox Live. I programmatori si dicono certi che il gioco
funzionerà a dovere, grazie ad una serie di accorgimenti, come i canali di chat
per tenersi costantemente in contatto con i propri compagni di battaglia, al
riparo dalla confusione di tutti i presenti sul campo e grazie ad un sistema di
obiettivi progressivi, da realizzare nei match in rete, che vengono
costantemente segnati sulla mappa e nel menu che li elenca via via che vengono
completati.
Joanna Next
A parte le piccole incertezze del frame rate, PD0 ha un aspetto
ricco e convincente. Parallax mapping e luci d’ogni tipo si
sprecano su Joanna e su tutti gli elementi del fondale, che, al
contrario di titoli altrettanto ricchi come Doom III e Riddick,
sono quasi completamente interattivi. I colori della città al
tramonto, morbidi e solari, contrastano con la violenza
dell’azione e con la freddezza delle navicelle da cui si viene
costantemente attaccati dal cielo in alcune sequenze davvero
spettacolari. Quando gli stage si aprono, mostrando palazzi, e
strutture in lontananza si ha davvero la sensazione di trovarsi
in una grande metropoli, con una resa delle proporzioni spaziali
quanto mai realistica. Le mani di Joanna si avvolgono ben
animate sulle armi e non ci si può non sorprendere nel vedere i
bracciali che sobbalzano quando ricarica le munizioni o quando
sinuosa svita il silenziatore della pistola per montare la
torcia e illuminare corridoi e anfratti, il tutto con un effetto
di motion blur che sottolinea la rapidità dell'azione. Perfect
Dark Zero è confermato come gioco di lancio di Xbox 360 e da
quel che abbiamo visto ha tutte le possibilità per farsi
ricordare come uno dei titoli migliori. Certo, da queste prime
missioni fino alla fine del gioco dovranno passare molte ore di
test accurato, ma la voglia che ci è rimasta addosso è di sicuro
indicativa di un titolo tutto da giocare.
|