|
LA GUERRA
POLITICAMENTE CORRETTA
Il filone degli sparatutto a base di guerra & pace sembra
destinato a non esaurirsi. Mentre cresce spasmodica l'attesa
per Call of Duty 2, aspirante al trono di miglior gioco di
guerra dell'anno, e mentre Fratelli in Armi lo incalza da
vicino, i signori della Pterodon hanno pensato bene di
sfruttare un altro famigerato conflitto : quello del
Vietnam. Che gli Stati Uniti non abbiamo fatto bella figura,
sotto nessun aspetto di quella triste – e per alcuni,
inutile – guerra, è cosa nota. Noi di GameSurf non vogliamo
assurgere a giudici, pertanto ci dedicheremo solamente
all'opera ludica; un'opera che, lo diciamo subito, non ci ha
convinto pienamente.
Due anni e mezzo fa, il primo capitolo della saga
vietnamita, recensita per voi sempre da chi vi scrive ora,
ci stupì con una carica adrenalinica non indifferente e con
una veste grafica che, per l'epoca, poteva dirsi, se non
fuori dall'ordinario, quanto meno diversi gradini sopra la
media.
Oggi, Vietcong 2, ci porta dove il suo illustre predecessore
ci aveva lasciato, ovvero alla data esatta del trenta
gennaio 1968, in quegli infausti giorni che precedettero,
vissero e seguirono quella che è passata alla storia come
“L'offensiva del TET”.
Il titolo in esame, pur vantando una buona sezione
multigiocatore (di cui parleremo però più avanti), poggia le
sue fondamenta sul fronte in single player. Nella
fattispecie, saremo chiamati a vestire i panni mimetici del
capitano Daniel Boone della USA Army, assegnato al MACV.
Questo acronimo sta per “Military Assistance Command,
Vietnam”, una squad-force vista in tanti film; e, proprio
come in un film, il gioco inizia con un flashback a base di
scontri nella giungla, morti e feriti, per poi farci vedere
il nostro soldatino a letto con una prostituta vietnamita
bella come un Natale senza regali e con una curiosa
peculiarità : tutte le donne che incontreremo nel corso dei
nostri match saranno identiche a lei. Misteri del Vietnam...anzi,
di Vietcong.
A differenza delle curatissime location che riproducevano
una giungla vietnamita, viste nel primo capitolo, questo V2
ci porta a combattere per le strade di Pechino...pardon, di
Hue, lontani dagli alberi e dal fitto della foresta, in
favore di vicoli, palazzi e scantinati. Solo verso la fine
ci appropinqueremo ad invadere un villaggio nel cuore della
boscaglia...ed ecco la sorpresa : Vietcong 2 “finisce”,
almeno per quello che riguarda la campagna USA, ed inizia
quella “Vietnamita”, nei panni di un Vietcong con tanto di
piccola squadra gialla al seguito. Sfortunatamente, più che
una vera campagna alternativa, sembra più un robusto Add-On,
brevissimo, se paragonato alla storyline della sezione
americana.
Vietcong 2 si presenta in una scatola lussuosa, corredata da
un buon manuale nella nostra lingua. Anche i menù di gioco
ed i sottotitoli saranno in Italiano, mentre il parlato,
peraltro poco influente e assolutamente da dimenticare, è
rimasto in lingua originale.
Dopo aver settato i consueti parametri, assisteremo al già
citato flashback, prima di cominciare a vestire i panni del
bravo capitano; il primo livello funge essenzialmente da
tutorial, per farci prendere confidenza con i comandi e le
possibilità del nostro alter-ego. Ben presto, nel pieno di
un ricevimento, inizieranno i guai, con la V maiuscola : un
assalto di tanti piccoli Vietcong, infatti, farà saltare in
aria il palazzo dove ci troviamo e, da quel momento in poi,
sarà una gara contro la morte.
Tutto bello...almeno sulla carta. Sfortunatamente, ci
troviamo di fronte ad titolo che appare superato, sia
tecnicamente, sia sul fronte del gameplay.
V2, purtroppo, anche se è riuscito a rinnovarsi
parzialmente, offrendo la possibilità di giocare in modalità
cooperativa, o di vivere il Vietnam dal punto di vista degli
indigeni, ha fatto qualche passo indietro sul fronte della
giocabilità, costringendoci virtualmente a percorrere dei
tunnel virtuali e ammazzare tutti quelli che si parano sul
nostro cammino, con buona pace della noia che presto fa
capolino.
I nostri avversari contribuiranno non poco al sonno
incipiente che pervade l'avventura : grazie ad una IA degna
di ombrello rotto, i “Charlie” presenti nel gioco
riusciranno a mancarci anche da due centimetri,
sventagliando l'aria con le loro mitragliette, ma senza
imbroccare un solo colpo. Per non parlare poi dei nostri
compagni di squadra (quando li abbiamo) : è vero che in
linea di massima si comportano bene, ma non sarà infrequente
vederli piazzati direttamente sulla nostra linea di tiro.
Compensa un po' la scarsa difficoltà di gioco, il fatto che
il nostro buon Daniel è gracile come un pulcino e bastano
pochissimi colpi per stenderlo in via definitiva...costringendoci
a ripartire dall'ultimo, lontanissimo checkpoint. Si, perché
in V2, salvare a piacimento è possibile tanto quanto il
volare senza ali.
Sul fronte puramente tecnico, il titolo Pterodon è rimasto,
tecnologicamente parlando, “al palo”, con un motore grafico
che soffre di un sacco di problemucci : pesante, senza
grossi effetti speciali e con fenomeni di clipping a tutto
andare. Lontano dagli standard a cui siamo abituati, rimane
anche un gradino sotto rispetto al predecessore.
Ottime invece le musiche, rullanti, mai invasive, a tratti
epiche, sempre evocative.
Buono anche il supporto per il multigiocatore, con le
classiche modalità disponibili in LAN o sulla grande rete,
oltre alla già citata modalità co-op.
Commento:
In
un periodo in cui la guerra la fa da padrone, sfidare COD,
BIA, e il più anziano ma sempre valido MoH, è un lusso che
pochi possono permettersi. Un plauso al coraggio dei
programmatori, ma il risultato finale è appena modesto, per
un titolo destinato, oltre che a un pubblico maggiorenne,
soprattutto (solo?) a chi vive di pane e guerra. Peccato,
perché l'idea era davvero buona.
Hardware
Per affrontare i Vietcong, occorre una Cpu a 1600mhz, 3 GB
di spazio su disco, 512 MB ram, una scheda video con 128 MB
a bordo, topo, tastiera, lettore DVD 8x. Il titolo è stato
provato su Sempron 3000+, 784 MB RAM, GeForce 6600 GT, a
1024*768 punti, con tutti i dettagli al massimo, senza
mostrare mai la minima incertezza.
Pregi
Musiche evocative
Modalità Co-Op
Due campagne distinte
Difetti
Grafica migliorabile
IA da rivedere
Gameplay inconsistente
Mutliplayer
Supportato in LAN e Internet.
|